Liturgia del giorno

Martedì della XVII settimana di Tempo Ordinario

Prima lettura

Es 33,7-11

7Mosè prendeva la tenda e la piantava fuori dell'accampamento, a una certa distanza dall'accampamento, e l'aveva chiamata tenda del convegno; appunto a questa tenda del convegno, posta fuori dell'accampamento, si recava chiunque volesse consultare il Signore. 8Quando Mosè usciva per recarsi alla tenda, tutto il popolo si alzava in piedi, stando ciascuno all'ingresso della sua tenda: seguivano con lo sguardo Mosè, finché non fosse entrato nella tenda. 9Quando Mosè entrava nella tenda, scendeva la colonna di nube e restava all'ingresso della tenda, e parlava con Mosè. 10Tutto il popolo vedeva la colonna di nube, che stava all'ingresso della tenda, e tutti si alzavano e si prostravano ciascuno all'ingresso della propria tenda. 11Il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come uno parla con il proprio amico. Poi questi tornava nell'accampamento, mentre il suo inserviente, il giovane Giosuè figlio di Nun, non si allontanava dall'interno della tenda.

Seconda Lettura

Sal 102

1Preghiera di un povero che è sfinito ed effonde davanti al Signore il suo lamento. 2Signore, ascolta la mia preghiera, a te giunga il mio grido di aiuto. 3Non nascondermi il tuo volto nel giorno in cui sono nell'angoscia. Tendi verso di me l'orecchio, quando t'invoco, presto, rispondimi! 4Svaniscono in fumo i miei giorni e come brace ardono le mie ossa. 5Falciato come erba, inaridisce il mio cuore; dimentico di mangiare il mio pane. 6A forza di gridare il mio lamento mi si attacca la pelle alle ossa. 7Sono come la civetta del deserto, sono come il gufo delle rovine. 8Resto a vegliare: sono come un passero solitario sopra il tetto. 9Tutto il giorno mi insultano i miei nemici, furenti imprecano contro di me. 10Cenere mangio come fosse pane, alla mia bevanda mescolo il pianto; 11per il tuo sdegno e la tua collera mi hai sollevato e scagliato lontano. 12I miei giorni declinano come ombra e io come erba inaridisco. 13Ma tu, Signore, rimani in eterno, il tuo ricordo di generazione in generazione. 14Ti alzerai e avrai compassione di Sion: è tempo di averne pietà, l'ora è venuta! 15Poiché ai tuoi servi sono care le sue pietre e li muove a pietà la sua polvere. 16Le genti temeranno il nome del Signore e tutti i re della terra la tua gloria, 17quando il Signore avrà ricostruito Sion e sarà apparso in tutto il suo splendore. 18Egli si volge alla preghiera dei derelitti, non disprezza la loro preghiera. 19Questo si scriva per la generazione futura e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore: 20"Il Signore si è affacciato dall'alto del suo santuario, dal cielo ha guardato la terra, 21per ascoltare il sospiro del prigioniero, per liberare i condannati a morte, 22perché si proclami in Sion il nome del Signore e la sua lode in Gerusalemme, 23quando si raduneranno insieme i popoli e i regni per servire il Signore". 24Lungo il cammino mi ha tolto le forze, ha abbreviato i miei giorni. 25Io dico: mio Dio, non rapirmi a metà dei miei giorni; i tuoi anni durano di generazione in generazione. 26In principio tu hai fondato la terra, i cieli sono opera delle tue mani. 27Essi periranno, tu rimani; si logorano tutti come un vestito, come un abito tu li muterai ed essi svaniranno. 28Ma tu sei sempre lo stesso e i tuoi anni non hanno fine. 29I figli dei tuoi servi avranno una dimora, la loro stirpe vivrà sicura alla tua presenza.

Vangelo

Mt 13,36-43

36Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: "Spiegaci la parabola della zizzania nel campo". 37Ed egli rispose: "Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. 38Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno 39e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. 40Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. 41Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità 42e li getteranno nella fornace ardente , dove sarà pianto e stridore di denti. 43Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!

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L'amore conservato

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