Commento alla Liturgia

Mercoledì della V settimana di Pasqua

Prima lettura

At 15,1-6

1Ora alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: "Se non vi fate circoncidere secondo l'usanza di Mosè, non potete essere salvati". 2Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. 3Essi dunque, provveduti del necessario dalla Chiesa, attraversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli. 4Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro. 5Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: "È necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè". 6Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.

Vangelo

Gv 15,1-8

1"Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. 2Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. 3Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. 4Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. 5Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. 7Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. 8In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

Commento alla Liturgia

Esaminare

Roberto Pasolini

Il racconto degli Atti degli Apostoli è davvero prezioso: ci impedisce di pensare alla comunione che viviamo nel corpo di Cristo come qualcosa di troppo ideale, senza quelle fatiche e quelle esigenze che segnano il mistero di ogni relazione fondate sulla libertà.

Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro (At 15,2)

Dissentire e discutere sono atteggiamenti fondamentali per poter costruire una comunione che non sia fondata su affinità elettive o su equilibri di opportunismo. La fraternità secondo il vangelo è un mistero di amore che non deve sacrificare né le diverse personalità che la compongono, né l’unicità del dono di amore e di libertà garantito a tutti dalla Pasqua di Cristo. Quando un conflitto è portato alla luce e viene vissuto nel respiro grande Spirito, le diverse sensibilità del corpo di Cristo non vengono annullate, ma sono purificate ed esaltate. Certo, ogni tanto bisogna fermarsi e valutare se le questioni su cui stiamo discutendo possono davvero restare in piedi di fronte alle esigenze del Vangelo.

Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema (15,6)

Esaminare i problemi è sempre occasione di verificare e purificare le proprie intenzioni e le proprie convinzioni. Spesso, infatti, crediamo che il nostro modo di vedere le cose sia senza dubbio vero, senza ascoltare realmente la prospettiva dell’altro. Se vogliamo essere nella verità della comunione, dobbiamo invece essere disposti a una di circoncisione del cuore, per poterci confrontare con gli altri e camminare insieme verso l’unico Padre.

Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto (Gv 15,2)

Se desideriamo entrare e rimanere nella libertà dei figli di Dio, non dobbiamo temere quei momenti in cui le nostre sicurezze vengono potate, attraverso quella lama così affilata e puntuale che sono le relazioni fraterne. Dio non vuole toglierci nulla, anche quando sembra permettere riduzioni o interruzioni nella nostra vita. Desidera solo che portiamo il frutto di un amore grande e libero, quell’amore che si impara solo vivendo in Cristo.

In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli (15,8)

Cerca nei commenti

Resta sempre aggiornato!

Iscriviti alla nostra mailing list, riceverai gli ultimi commenti dei nostri autori direttamente nella tua casella di posta elettronica!

Iscriviti

Verifica

Verifica di aver digitato correttamente il tuo indirizzo email, leggi e accetta la privacy policy, e premi sul pulsante "Invia" per completare l'iscrizione.

Invia

Annulla

Grazie!

La tua iscrizione è stata registrata correttamente.