Commento alla Liturgia

Lunedì della XXIX settimana di Tempo Ordinario

Prima lettura

Ef 2,1-10

1Anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, 2nei quali un tempo viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle Potenze dell'aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. 3Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d'ira, come gli altri. 4Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, 5da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. 6Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, 7per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. 8Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; 9né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. 10Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.

Vangelo

Lc 12,13-21

13Uno della folla gli disse: "Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità". 14Ma egli rispose: "O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?". 15E disse loro: "Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede". 16Poi disse loro una parabola: "La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. 17Egli ragionava tra sé: "Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? 18Farò così - disse -: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. 19Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!". 20Ma Dio gli disse: "Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?". 21Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio".

Commento alla Liturgia

Dividere l'eredità

Luigi Maria Epicoco

A volte pensiamo che nel Vangelo Gesù viene tirato in ballo solo davanti a malattie, prove, esperienze di male, ma il passo del Vangelo di oggi ci dice che c’è qualcuno che cerca di tirarLo in ballo anche per questioni che non sono proprio essenziali: “Uno della folla gli disse: «Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni»”. Le cose non fanno parte della materia essenziale dell’uomo, e quando un uomo fa dipendere la sua vita dalle cose, molto spesso fa una brutta fine. Ecco perché Gesù racconta una parabola in cui il protagonista non è un uomo cattivo, ma un uomo ripiegato su se stesso. Lavora, accumula, allarga i suoi depositi ma sembra completamente ignorare l’esistenza degli altri. I suoi ragionamenti sono solo fra sé e sé, e fra sé e le sue cose: “Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?”. Infondo Gesù ci aveva già raccomandato di non accumulare tesori sulla terra, ma nel cielo e ci aveva già anche detto che là dove reputiamo sia il nostro tesoro, sta di casa il nostro cuore. Un bene, anche se nostro rimane sempre un dono del Padre e per questo ha senso solo nella condivisione e non nel semplice possesso. Ma Gesù non sta suggerendo una politica ma bensì un atteggiamento del cuore che ognuno dovrebbe avere. Infatti la condivisione se non nasce dalla libertà può generare violenza, ma se nasce dalla libertà produce solidarietà e rende migliore la vita di tutti.   

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