Commento alla Liturgia

Mercoledì della XXXIV settimana di Tempo Ordinario

Prima lettura

Ap 15,1-4

1E vidi nel cielo un altro segno, grande e meraviglioso: sette angeli che avevano sette flagelli; gli ultimi, poiché con essi è compiuta l'ira di Dio. 2Vidi pure come un mare di cristallo misto a fuoco; coloro che avevano vinto la bestia, la sua immagine e il numero del suo nome, stavano in piedi sul mare di cristallo. Hanno cetre divine e 3cantano il canto di Mosè, il servo di Dio, e il canto dell'Agnello: " Grandi e mirabili sono le tue opere, Signore Dio onnipotente; giuste e vere le tue vie, Re delle genti! 4O Signore, chi non temerà e non darà gloria al tuo nome? Poiché tu solo sei santo, e tutte le genti verranno e si prostreranno davanti a te, perché i tuoi giudizi furono manifestati".

Vangelo

Lc 21,12-19

12Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. 13Avrete allora occasione di dare testimonianza. 14Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; 15io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. 16Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; 17sarete odiati da tutti a causa del mio nome. 18Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. 19Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.

Commento alla Liturgia

Persecuzione

Luigi Maria Epicoco

 “Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome”. Questa Parola di Gesù ci è sempre contemporanea. Non esiste un periodo della storia in cui non si sia consumata una persecuzione nei confronti dei cristiani. In essa si prolunga il destino di Cristo. Ogni autentico discepolo non va cercando di essere perseguitato, ma deve essere consapevole che più vivrà il Vangelo più sarà inviso alle logiche del mondo. Se il mondo punta tutto sul possesso, sul denaro, sul piacere, sull’apparenza, allora chi vive secondo il Vangelo non può risultare tollerabile. “Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere”. Dare testimonianza non è una forma di ostentazione teologicamente autorizzata, ma è tentare di rendere visibile una differenza con mitezza e umiltà. I miti non sono dei bonaccioni da quattro soldi, ma sono persone che hanno una grande forza interiore e una delicatezza esteriore estrema. I testimoni non gridano, non urlano, non sono violenti, non lanciano pietre e men che meno parole. Essi mostrano con la propria vita, e senza clamore che un’altra via è possibile. Non hanno strategia, perché sanno che lo Spirito dirà loro di volta in volta cosa fare. “Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime”. L’incontro con Cristo ci mette nelle condizioni di recuperare un’autonomia tale che persino i rapporti fusionali che tanto affliggono la felicità di molti, troveranno soluzione. Ma questo non sarà indolore. A noi è chiesta una perseveranza di fondo, anche se a volte ci sembrerà di non esserne capaci.

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