Commento alla Liturgia

Venerdì della XXIV settimana di Tempo Ordinario

Prima lettura

1Cor 15,12-20

12Ora, se si annuncia che Cristo è risorto dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non vi è risurrezione dei morti? 13Se non vi è risurrezione dei morti, neanche Cristo è risorto! 14Ma se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede. 15Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato il Cristo mentre di fatto non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono. 16Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; 17ma se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. 18Perciò anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. 19Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini. 20Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 16(17)

R. Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.
Oppure:
R. Mostrami, Signore, la luce del tuo volto.

Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l'orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c'è inganno. R.

Io t'invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole,
mostrami i prodigi della tua misericordia,
tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra. R.

Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all'ombra delle tue ali nascondimi.
Ma io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine. R.

Vangelo

Lc 8,1-3

1In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C'erano con lui i Dodici 2e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; 3Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.

Commento alla Liturgia

Servizio

Luigi Maria Epicoco

Il breve Vangelo di Luca che oggi leggiamo ci dice una cosa che noi per evidenza dovremmo accorgercene senza nessuna fatica: la predicazione di Cristo non ha solo un seguito maschile ma ha anche un seguito femminile:

“C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni”.

Le nostre comunità sono popolate soprattutto da una maggioranza femminile, e questa cosa non deve meravigliarci. Non dobbiamo farne un problema di genere, ma dobbiamo solo rinfrancarci da un maschilismo tossico che però non può essere vinto con un altrettanto femminismo tossico. Tra i discepoli ci sono anche queste donne, e non vanno considerate “donne di servizio”, ma donne che rendono possibile la missione di Gesù perché mettono a disposizione i loro beni. Non dobbiamo però pensare alle semplici cose materiali. Delle volte un bene a disposizione potrebbe essere un po’ del nostro tempo, un po’ del nostro ascolto, un po’ della nostra compagnia, insomma un po’ del nostro possibile. Queste donne sono l’icona di cosa sia il servizio perché non chiedono visibilità ma danno visibilità all’unica cosa che conta: Cristo.

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