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Quando usa il verbo strephō (στρέφω), come in questo caso, Matteo si riferisce alla conversione etica, nel senso di un ritorno a Dio, mentre quando vuole sottolineare il cambiamento di mentalità utilizza il verbo metanoeō (μετανοέω).
L’idea espressa da Gesù non è che i bambini siano innocenti ma che siano capaci di abbandonarsi e di affidarsi ai genitori: così è necessario lasciar agire Dio nella propria vita, con fiducia. Per questo i rabbini paragonavano il bambino ai proseliti che accettavano il giogo della Torah. Letteralmente, tapeinoō (ταπεινόω) vuol dire “abbassare” a una posizione inferiore. In questa prospettiva, il significato è legato alla piccolezza, all’umiltà di cuore. Nel Magnificat i “piccoli” sono opposti ai potenti, che vengono rovesciati dai loro troni.
L’idea espressa da Gesù non è che i bambini siano innocenti ma che siano capaci di abbandonarsi e di affidarsi ai genitori: così è necessario lasciar agire Dio nella propria vita, con fiducia. Per questo i rabbini paragonavano il bambino ai proseliti che accettavano il giogo della Torah. Letteralmente, tapeinoō (ταπεινόω) vuol dire “abbassare” a una posizione inferiore. In questa prospettiva, il significato è legato alla piccolezza, all’umiltà di cuore. Nel Magnificat i “piccoli” sono opposti ai potenti, che vengono rovesciati dai loro troni.
Commento alla Liturgia
Martedì della XIX settimana di Tempo Ordinario
Prima lettura
Dt 31,1-8
1Mosè andò e rivolse queste parole a tutto Israele. 2Disse loro: "Io oggi ho centovent'anni. Non posso più andare e venire. Il Signore inoltre mi ha detto: "Tu non attraverserai questo Giordano". 3Il Signore, tuo Dio, lo attraverserà davanti a te, distruggerà davanti a te quelle nazioni, in modo che tu possa prenderne possesso. Quanto a Giosuè, egli lo attraverserà davanti a te, come il Signore ha detto. 4Il Signore tratterà quelle nazioni come ha trattato Sicon e Og, re degli Amorrei, e come ha trattato la loro terra, che egli ha distrutto. 5Il Signore le metterà in vostro potere e voi le tratterete secondo tutti gli ordini che vi ho dato. 6Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spaventate di loro, perché il Signore, tuo Dio, cammina con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà". 7Poi Mosè chiamò Giosuè e gli disse alla presenza di tutto Israele: "Sii forte e fatti animo, perché tu condurrai questo popolo nella terra che il Signore giurò ai loro padri di darvi: tu gliene darai il possesso. 8Il Signore stesso cammina davanti a te. Egli sarà con te, non ti lascerà e non ti abbandonerà. Non temere e non perderti d'animo!".
Salmo Responsoriale
Da Dt 32,3-4a.7-9.12
R. Porzione del Signore è il suo popolo.
Oppure:
R. Il Signore guida il suo popolo.
Voglio proclamare il nome del Signore:
magnificate il nostro Dio!
Egli è la Roccia: perfette le sue opere,
giustizia tutte le sue vie. R.
Ricorda i giorni del tempo antico,
medita gli anni lontani.
Interroga tuo padre e te lo racconterà,
i tuoi vecchi e te lo diranno. R.
Quando l’Altissimo divideva le nazioni,
quando separava i figli dell’uomo,
egli stabilì i confini dei popoli
secondo il numero dei figli d’Israele. R.
Perché porzione del Signore è il suo popolo,
Giacobbe sua parte di eredità.
Il Signore, lui solo lo ha guidato,
non c’era con lui alcun dio straniero. R.
Vangelo
Mt 18,1-5.10.12-14
1In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: "Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?". 2Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro 3e disse: "In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. 4Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. 5E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. 10Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. [ 12Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? 13In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. 14Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda.
Note
Cammina
La promessa con cui il Signore Dio sigilla la sua storia con il popolo appena salvato suona in questi termini:
«perché il Signore, tuo Dio, cammina con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà» (Dt 31,6).
Questo è il testamento sprituale di Mosé e questo sarà il testamento del Signore Gesù alla fine del vangelo di Matteo: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Pertanto questa promessa diventa ancora più chiara alla luce delle parole dello stesso Signore Gesù nel vangelo di quest’oggi, in cui si incrociano due discorsi. Il primo verte sull’accoglienza del Regno con in cuore l’atteggiamento di un «piccolo» (Mt 18,4). Il secondo ci riporta all’immagine stupenda del buon pastore, che si fa rivelazione del cuore stesso di Dio:
«Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda» (Mt 18,14).
Sant’Ambrogio così supplica: «Vieni, senza farti aiutare, senza farti annunciare; ora, sei tu che io attendo. Non prendere la frusta. Prendi il tuo amore; vieni con la dolcezza del tuo Spirito. Non esitare a lasciare sui monti queste tue novantanove pecore. Sulle cime dove le hai poste, i lupi non hanno accesso» (AMBROGIO, Commento al Salmo 118, 22, 27).
Mettendo insieme le suggestioni di questi testi, possiamo dire che non abbiamo nulla da temere perché il Signore non solo cammina con noi, ma continuamente cammina pure davanti a noi e, come il buon pastore che va in cerca della pecora perduta, non solo ci fa strada, ma adatta il suo passo a quello della pecora più lenta… al passo del più «piccolo». Proprio come quando si va a passeggio con un bambino si è naturalmente portati a seguire il suo ritmo, per renderlo felice e insegnargli a gioire del fatto di poter camminare. Così il Signore si comporta con ciascuno di noi. Mentre Mosè si rende conto di avere portato a compimento la sua missione presso il popolo, non trova da dire altro se non questo: «Io oggi ho centovent’anni. Non posso più andare e venire…» e aggiunge che se egli non potrà attraversare il Giordano con il popolo, nondimeno «Il Signore, tuo Dio, lo attraverserà davanti a te» (Dt 31,1-3).
Le parole che Mosè rivolge al titubante Giosué sono rivolte, in realtà, a tutti i piccoli:
«Egli sarà con te, non ti lascerà e non ti abbandonerà. Non temere e non perderti d’animo» (Dt 31,8).
Come fanno notare i rabbini, nelle Scritture l’invito a non temere e ad avere fiducia ricorre per 365 volte, una per ogni giorno dell’anno! Non temiamo di essere piccoli, non temiamo neppure i nostri inevitabili e talora necessari smarrimenti, il Signore ci cerca, ci trova, ci consola… non abbiamo che da fidarci fino ad affidarci. Questa esperienza di un Dio che cammina non solo con noi, ma persino davanti a noi non solo dovrebbe radicalmente rassicurarci, ma pure dovrebbe darci la forza e la gioia di condividere questo dono di consapevolezza di una radicale compagnia con tutti coloro che fanno strada con noi.
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