Mentre l’episodio è raccontato da tutti e tre i vangeli sinottici, la tradizione testuale circa il luogo dove Gesù si sarebbe recato è incerta. Per Matteo, i manoscritti greci più importanti attestano Gadarēnos (Γαδαρηνός). Nella tradizione latina invece si trova Gerasenorum, che però potrebbe essere un’assimilazione a Mc o Lc. Secondo Origene né Gadareni né Geraseni aveva senso, per la distanza delle die città (Gadara e Gherasa) dal lago. Non bisogna dimenticare, comunque, che Matteo parla di “regione”, che poteva quindi estendersi anche fino alle sponde del lago.
In ogni caso, bisogna fare attenzione a definire questa terra come “straniera”. Certamente si trova nei confini della Decapoli ma, dal punto di vista biblico, secondo il racconto di Gs 13-19, questa regione era destinata alla tribù di Manasse, dunque idealmente era dentro la terra della promessa. Avremmo così un Messia-pastore che vuole recuperare le pecore disperse del suo popolo.
Al tempo di Gesù, però, la Decapoli era occupata dai Romani, che non la consideravano terra di Israele: avremmo quindi un Messia-pastore che, pur di radunare le sue pecore disperse, è disposto a uscire dalla terra d’Israele. In ogni caso, e nonostante l’esorcismo compiuto, Gesù viene rifiutato.
Commento alla Liturgia
Mercoledì della XIII settimana di Tempo Ordinario
Prima lettura
Am 5,14-15.21-24
14Cercate il bene e non il male, se volete vivere, e solo così il Signore, Dio degli eserciti, sarà con voi, come voi dite. 15Odiate il male e amate il bene e ristabilite nei tribunali il diritto; forse il Signore, Dio degli eserciti, avrà pietà del resto di Giuseppe. 21"Io detesto, respingo le vostre feste solenni e non gradisco le vostre riunioni sacre; 22anche se voi mi offrite olocausti, io non gradisco le vostre offerte, e le vittime grasse come pacificazione io non le guardo. 23Lontano da me il frastuono dei vostri canti: il suono delle vostre arpe non posso sentirlo! 24Piuttosto come le acque scorra il diritto e la giustizia come un torrente perenne.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 49(50)
R. A chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio.
Ascolta, popolo mio, voglio parlare,
testimonierò contro di te, Israele!
Io sono Dio, il tuo Dio! R.
Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.
Non prenderò vitelli dalla tua casa
né capri dai tuoi ovili. R.
Sono mie tutte le bestie della foresta,
animali a migliaia sui monti.
Conosco tutti gli uccelli del cielo,
è mio ciò che si muove nella campagna. R.
Se avessi fame, non te lo direi:
mio è il mondo e quanto contiene.
Mangerò forse la carne dei tori?
Berrò forse il sangue dei capri? R.
Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle? R.
Vangelo
Mt 8,28-34
28Giunto all'altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. 29Ed ecco, si misero a gridare: "Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?". 30A qualche distanza da loro c'era una numerosa mandria di porci al pascolo; 31e i demòni lo scongiuravano dicendo: "Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci". 32Egli disse loro: "Andate!". Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque. 33I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. 34Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.
Approfondimenti
Mentre l’episodio è raccontato da tutti e tre i vangeli sinottici, la tradizione testuale circa il luogo dove Gesù si sarebbe recato è incerta. Per Matteo, i manoscritti greci più importanti attestano Gadarēnos (Γαδαρηνός). Nella tradizione latina invece si trova Gerasenorum, che però potrebbe essere un’assimilazione a Mc o Lc. Secondo Origene né Gadareni né Geraseni aveva senso, per la distanza delle die città (Gadara e Gherasa) dal lago. Non bisogna dimenticare, comunque, che Matteo parla di “regione”, che poteva quindi estendersi anche fino alle sponde del lago.
In ogni caso, bisogna fare attenzione a definire questa terra come “straniera”. Certamente si trova nei confini della Decapoli ma, dal punto di vista biblico, secondo il racconto di Gs 13-19, questa regione era destinata alla tribù di Manasse, dunque idealmente era dentro la terra della promessa. Avremmo così un Messia-pastore che vuole recuperare le pecore disperse del suo popolo.
Al tempo di Gesù, però, la Decapoli era occupata dai Romani, che non la consideravano terra di Israele: avremmo quindi un Messia-pastore che, pur di radunare le sue pecore disperse, è disposto a uscire dalla terra d’Israele. In ogni caso, e nonostante l’esorcismo compiuto, Gesù viene rifiutato.
Diritto
Il profeta Amos non ci risparmia nulla con la sua veemenza di veggente che è stato investito dal ministero profetico mentre si trovava nei campi e mantiene, per questo, una sua identità alquanto selvatica, che mette a nudo tutte i nostri facili accomodamenti. La provenienza umile e agreste permette ad Amos di parlare chiaro e forte e di mettere in crisi le istituzioni più sacre e inviolabili, fino a reclamare il diritto di Dio di respingere tutto ciò che viene fatto in nome suo, ma, in realtà, non corrisponde al suo cuore:
«Io detesto, respingo le vostre feste solenni e non gradisco le vostre riunioni sacre; anche se voi mi offrite olocausti, io non gradisco le vostre offerte, e le vittime grasse come pacificazione io non le guardo» (Am 5, 21-22).
A questo punto potremmo chiederci che cosa attrae lo sguardo del Signore e che cosa ne impegna la volontà e il cuore, fino ad esigere da parte nostra di coinvolgerci interamente e autenticamente nel nostro cammino di alleanza con Lui.
La risposta la troviamo nel Vangelo, dove siamo di nuovo posti di fronte al conflitto tra il modo di pensare e di agire di Dio e quello degli altri. La fine del racconto evangelico non solo ci fa sentire una certa amarezza, ma anche un po’ ci turba:
«Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio» (Mt 8,34).
I Gadareni preferiscono tenersi i loro «porci» (8,32) piuttosto che ritrovare due loro fratelli in umanità nella pienezza delle loro umane facoltà. La differenza sostanziale tra Gesù e i Gadareni sta proprio nella disponibilità di Gesù di pagare il prezzo di un coinvolgimento nella vita di questi «due indemoniati» che, apparentemente vivi, abitano già i «sepolcri» (8, 28). Nel loro incontro con il Signore Gesù, due uomini feriti cosi profondamente dalla vita ritornano a essere veramente e completamente vivi, mentre gli altri che si credevano tali, in realtà, sembrano piombare nella morte di chi non sa distinguere e gerarchizzare i valori. Il fatto di essere allevatori di porci è un modo per indicare una vita non “kasher”, cioè non capace di distinguere e la tendenza a confondere in un’attitudine onnivora e tendente a calpestare tutto ciò che si oppone alla propria ingordigia esistenziale. Il Signore Gesù mette ordine e in tal modo ridà vita, ma questo esige il prezzo di una chiarificazione che non può essere mai comoda e che scomoda talmente da chiedere la grazia di «allontanarsi»! Alla luce di tutto ciò, la provocazione del profeta assume tutta la sua profondità:
«Se volete vivere» (Am 5,14).
Chiaramente per Amos la risposta è legata alla decisione di non cedere né al comodo né all’arbitrio, ma di ristabilire continuamente ed esattamente il «diritto e la giustizia» (5,24). Si tratta di anteporre sempre il diritto alla vita e la preoccupazione di mettere tutti in condizione di vivere una vita giusta e piena. Certo, questo esige di rinunciare a molti “porci comodi”. Un modo di dire assai banale e quasi volgare – di questo mi si perdoni – ma efficace! La sfida è di non dimenticare mai i diritti anche degli altri.
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